L'aumento di peso non è solamente dovuto all'eccesso di calorie ingerite, l'atto del mangiare, infatti, è condizionato da tantissimi fattori non solo di natura fisica ma anche di natura psicologica e sociale.
Ormai non si mangia solo perchè si ha fame ma alla base di questo atto, così naturale, ci sono dei condizionamenti di varia natura che non coinvologno esclusivamente un bisogno fisico ma soprattutto emotivo. Il rapporto con il cibo nell'ultimo secolo è notevolemte combiato nella società....il cibo è fruibile a tutti (almeno la maggior parte) e viene ricoperto di valenze che non sono esclusivamente nutritive.
Il problema con il cibo attualmente si risolve non più nella sua assenza ma nella sua sovrabbondanza.
Capita a tutti di mangiare in un particolare stato che può essere di gioia, quando ci si sposa si mangia o quando si festeggia una rorrenza, oppure in uno stato di malessere, sono triste o annoiato e quindi mangio, se questo avviene saltuariamente e in maniera consapevole non si dovrebbero avere problemi, ma ci sono persone che ripercuotono i loro stati d'animo sull'alimentazione e quando questo avviene ripetutamente, cioè goni volta in cui si presenta lo stimolo, e con grande senso di colpa, stiamo parlando della "fame emotiva".
La fame emotiva si scatena in persone che di fronte ad uno stimolo stressorio ad es rabbia, tristezza, noia, felicità, ansia reagiscono mangiando. Ovviamente alla base di questo problema ci sono tantissimi fattori di natura psicologica e fisiologica. La fame emotiva è un atteggiamento che si trova nella maggior parte dei soggetti in sovarppeso o obesi, ecco perchè molto spesso, se non si riconosce questo tipo di disturbo, il sogetto in sovrappeso fallisce i tentavi di perdere peso.
Attualmente prima di cominciare un percorso di dimagrimento nei soggetti obesi bisogna indagare attentamente le cause che hanno indotto l'aumento di peso e impare a gestire il problema e rimuoverlo.
Non si tratta di un percorso semplice ma di un percorso che se svolto correttamente può portare alla soluzione del problema. Un approccio psiconutrizonale prevede la collaborazione della figura dello psicologo con quello del nutrizionista per aiutare la persona che desidera perdere peso e capire e interpretare gli stimoli emotivi. Un approccio di questo tipo considera la persona nella sua totalità psicobiologica e tiene presente della multifattorietà dell'obesità.
L'obbiettivo di un percorso dietetico e psciologcio è quello di rimuovere gli stimoli che portano alla fame nervosa, in questo modo si previene il riacquisto del peso e si spezzano i circoli viziosi che hanno portato al sovrappeso. La terapia in questo contesto deve servire a comprendere e gestire le emozioni e a capire i propri stimoli fisici di fame e sazietà.
Il percorso psico- nutrizionale ha come obiettivo la comprensione e il cambiamento della relazione tra alimentazione, emozioni peso e corpo.
Quando si rompe il circolo vizioso che lega aumento il cibo alle emozioni la perdita di peso diventa accessibile e duratura.
Dott.ssa Marianna Carone

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